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Arredamento Shabby Chic: i dettagli che non possono mancare

stile shabby chic

Lo stile Shabby Chic ha ormai conquistato molte persone, sarà per la sua sinuosità associata alla delicatezza, sarà per i singoli elementi che emergono dagli arredamenti, sarà per le decorazioni e per i complementi, ma comunque è e risulta uno stile di design ad oggi ancora molto ricercato e apprezzato.

 

I Dettagli di questo Stile

Desideriamo dedicare un intero paragrafo ai dettagli dello stile Shabby Chic perché spesso sono questi a fare la differenza.

Va detto innanzitutto che lo Shabby, come viene definito da più parti sintetizzandone il nome completo, può essere ripreso in singoli elementi o interamente per una tipologia di arredamento di una singola stanza o dell’intera abitazione. E questa cosa lo rende appetibile sotto diversi punti di vista, tra cui spicca la ricerca del dettaglio particolare.

Andiamo a vedere da vicino alcuni dettagli sia dello stile in sé sia legati a singoli oggetti o complementi dello Shabby:

  • La scelta dei colori
  • Il vintage di taluni complementi
  • Il riciclo
  • L’adattamento il Restyling dei mobili
  • L’applicazione di specifiche decorazioni
  • La scelta degli oggetti

Le Cornici

Vogliamo partire da un elemento universalmente riconosciuto come importante nello stile Shabby Chic, che è quello delle cornici. Che siano esse piene o vuote l’importante è che riprendano forme sinuose e abbiano attorno una decorazione circolare e dei colori dalle tinte pastello o alternativamente dai toni della terra e i colori ad essa connessi.

Le cornici possono essere quadrate, tonde, ovali o rettangolari, c’è molta libertà in questo, ma devono essere recepite come non nuove: sappiamo infatti che un elemento che caratterizza lo stile Shabby è quello della vernice che sembra togliersi. Ovviamente questa è una tecnica che viene adottata e che potrete realizzare voi stessi con le vostre mani attraverso l’impiego di specifici prodotti.

I Tavolini

Stavolta parliamo di riciclo o meglio di restyling. Avete voglia di mettere un po’ di Shabby in casa vostra ma non intendete acquistare un tavolo nuovo e poi modificarlo per farlo aderire a questo stile?

Bene se avete un tavolino che magari state pensando di portare in discarica fermatevi perché potrebbe appunto diventare un tavolino Shabby!

Per riprendere un tavolino occorre dapprima togliere da esso il colore precedente attraverso una buona scarta vetratura, poi passare ad una vernice opaca protettiva. Se le zampe del tavolino sono rovinate e pensate non si possano recuperare, non abbiate paura: potete tagliare la parte rovinata (fino a massimo 4-5 cm) e scartavetrare anche quella parte e procedere poi univocamente sul resto sempre fornendo un colore in stile Shabby al tavolino in fase finale.

Oggetti Shabby

Infine non possiamo non citare gli oggetti tra questi ci sono:

 

  • Ghirlande
  • Gabbiette di metallo
  • Decorazioni a fiori su oggetti precisi
  • Barattoli di vetro con decorazioni in tessuto
  • Cuscini decorati a mano
  • Scalini decorati e ristrutturati che diventano appendi oggetti

 

Ecco qui alcuni oggetti che sono dettagli che potrete prendere anche singolarmente per “ricreare un angolo Shabby” nella vostra abitazione. Oppure integrare al vostro arredamento già Shabby Chic.

 

Cambio manuale o cambio automatico?

cambio manuale o automatico

 

La domanda delle domande che sorge spesso a molte persone. Meglio il cambio automatico o manuale? E come rispondere alla succitata domanda? Beh vediamo caso per caso….

 

La domanda meglio il cambio automatico o manuale è una questione strettamente correlata alla persona. Non conta in realtà molto l’età anagrafica né il solo fatto che si sia progressivamente sviluppata la tecnologia del cambio automatico imponendosi sul mercato attraverso molte nuove autovetture prodotte e vendute.

Comunque il dilemma resta difficile da sciogliere. Allora prendiamo due frasi speculari e opposte:

 

Tutta la vita il cambio manuale, voglio guidare per davvero!

Tutta la vita il cambio automatico, amo guidare senza preoccupazioni di questo genere!

 

Entrambe queste frasi saranno certamente arrivate alle orecchie delle persone, in Italia si sentono dire entrambe e appunto chi le dice non può essere classificato per età o ceto, perché la questione del “cambio” è trasversale in sostanza.

 

La spaccatura tra gli amanti del cambio automatico e quelli del cambio manuale

Ebbene come anticipato tale paragrafo potevamo anche intitolarlo Cambio Automatico VS Cambio Manuale tanto è spiccata la predisposizione e tanto sono accese le posizioni su entrambi, certamente molto nette e ben argomentate da entrambe le parti.

 

La collocazione geografica ci fornisce taluni dati che possono essere letti in chiave interessante: ad esempio nazioni come America, Asia e Oceania, ritengono il cambio automatico migliore.

I Costi

Altra tematica importante connessa al cambio è quella dei costi del carburante. Ebbene il cambio automatico garantisce consumi nella media, rimane comunque la volontà di sentire l’auto alla guida che vale per molte persone che guidano.

Chi è infatti abituato al cambio manuale sente maggiormente il controllo del veicolo e tale abitudine fatica a cambiare anche se le ragioni per cui preferire il cambio manuale sono seriamente valide specie in periodi di crisi.

La Doppietta

Vi ricordate questo termine? Ebbene non appartiene unicamente alle persone di una certa età che da sempre sono abituate alla guida attraverso il cambio manuale e ad un tipo di “piacere di guida sentendo il controllo” ma anche a chi ritiene che la doppietta appunto altrimenti definita come doppia debraiata sia qualcosa di irrinunciabile.

In sostanza il movimento è quello relativo al premere la frizione lasciando calare i giri del motore per ingranare la marcia superiore oppure premere la frizione e poi l’acceleratore, così l’auto si mantiene a folle: viene fatto ciò anche per far salire i giri del motore prima di innestare la marcia inferiore.

 

Conosci la doppietta e hai 20 anni? Beh allora è certo che sei un appassionato di motori e alla fine come volevasi dimostrare l’età ha comunque un peso in tutto questo discorso visto che le nuove generazioni sono ormai abituate al cambio automatico, visti i molteplici nuovi modelli d’auto che li prevedono come unico metodo.

 

Alla fine la risposta che possiamo fornire dopo aver visto tutto ciò è che a seconda della persona, come per molti altri contesti e oggetti, pratiche e comodità potenziali, conta come il singolo soggetto si trova meglio.

Nutrizionista, dietista, dietologo: le differenze e chi scegliere

nutrizionista, dietista e dietologo

 

Molte sono le persone che si domandano quali siano le differenze tra queste tre distinte figure professionali, oggi faremo luce su queste.

La confusione regna ancora sovrana

Purtroppo dobbiamo ammetterlo, quando una persona sceglie di intraprendere un cammino verso la “regolarizzazione della propria alimentazione” si ritrova ancora oggi dinanzi a questo dilemma e spesso non comprende le differenze tra queste tre figure.

 

Il Dietologo

Partiamo da questa figura professionale elencando in maniera schematica cosa deve avere per essere considerato tale:

  •    Una laurea in Medicina e Chirurgia
  •    Una specializzazione conseguita in 4 anni in Scienze dell’Alimentazione

Si comprende che stiamo quindi parlando di un medico.

 

Il Dietista

Prendiamo in esame questa seconda figura professionale sempre elencando le sue specifiche caratteristiche:

  •    Una laurea in Dietistica, ovvero una tipologia di Laurea rientrante in quelle sanitarie triennali della facoltà di Medicina e Chirurgia.
  •    Il corso in oggetto è a numero chiuso.
  • Prima di accedere alla discussione della tesi bisogna superare l’esame di stato che permette l’esercizio della professione.

 

Il profilo del Dietista è quindi ben definito e varia sulla base degli studi effettuati come si può notare, l’attività professionale di questo può essere svolta nei seguenti ambiti e luoghi:

  • in un ambulatorio
  • in un ospedale
  • nella ristorazione collettiva
  • in percorsi di educazione alimentare per bambini e adulti

 

Va aggiunto a tutto ciò che però il Dietista al fine di stilare una dieta per una persona affetta da patologie abbisogna della prescrizione del medico, e non può in alcun modo prescrivere farmaci.

Hanno delle associazioni di categoria ma non un albo, e alle associazioni possono o meno aderire scegliendo di farlo.

Il Nutrizionista

Passiamo all’ultima figura professionale, quella del Nutrizionista. Rispetto a quest’ultima figura siccome il suo percorso non è strutturato come nel caso delle altre due figure, trovare una definizione è assai più complesso.

Di conseguenza è opportuno citare due fonti alle quali attenersi scrupolosamente:

  • L’Ordine dei Biologi
  • Il Vademecum per la Professione di quest’Ordine

La figura del biologo nutrizionista può esercitare secondo ciò che riportano nell’Ordine sopra esposto e sul Vademecum a cui fanno riferimento, la professione unicamente dopo il superamento dell’esame di stato e dopo l’iscrizione all’Albo dei Biologi.

Vediamo le sue caratteristiche ulteriori schematizzandole come in precedenza abbiamo fatto con le altre figure professionali:

  • È un professionista che può valutare i bisogni nutritivi ed energetici delle persone
  •    Può prescrivere autonomamente delle diete
  •    Non può comunque prescrivere farmaci
  •    Può eventualmente iscriversi all’albo
  •    Anche soggetti che hanno frequentato percorsi di studio differenti in passato possono iscriversi a tale albo

 

Vi sono però dei limiti nell’esercizio professionale del Nutrizionista, tra questi troviamo:

  • Necessità di integrare le competenze professionali acquisite con le competenze nutrizionali (vedere relativo albo in tal senso)

Il Nutrizionista come il Dietista può anche avere competenze che vanno al di là del suo percorso professionale e integrarle nello stesso, cosa che può anche essere considerata rilevante e importante.

In conclusione ora dovrete avere un quadro chiaro a cui far riferimento per la vostra scelta, o almeno lo speriamo.

 

Anemia: i cibi da mangiare e quelli da evitare

cibo per anemia-mediterranea

 

La carenza di ferro è un tipo di condizione comune a molte persone, di conseguenza esistono diete improntate in maniera esclusiva a sopperire a tale problematica.

 

Come nasce l’Anemia

L’anemia, altrimenti definita come carenza di ferro, si sviluppa con dei sintomi che possono variare da persona a persona ma vi sono anche sintomi comuni a tutti, tra cui:

  • La stanchezza
  • Il pallore
  • Le occhiaie
  • Unghie fragili
  • Giramenti di testa
  • Respiro affannoso
  • Talvolta battito cardiaco accelerato

Se il calo del ferro è a stadi evoluti i sintomi possono peggiorare notevolmente portando scompensi all’intero sistema immunitario.

 

Anemia come si sviluppa e come nasce

Si può essere predisposti geneticamente o l’anemia può insorgere in determinati momenti della vita di una persona.

Nel secondo caso vi è alla base un calo appunto del ferro nella dieta che si sta seguendo, oppure nel caso delle donne, l’anemia spesso è associata al ciclo mestruale: se questo è abbondante può generare appunto periodi che vedono un calo di ferro, mentre nel primo caso tale calo è strutturale.

Ovviamente si possono eseguire specifici test per verificare il livello del ferro e capire se si è anemici. Occorre effettuare un semplice prelievo al fine di monitorare l’emoglobina nel sangue e questa verrà misurata prendendo come riferimento dei valori standard che per le donne devono essere superiori ai 12 grammi e per gli uomini maggiori di 13.

Ma non contano solo tali valori: questi si sommano anche a quelli della sideremia che corrispondono a quanto ferro circola nel corpo, e i parametri di riferimento in questo caso sono:

  • dai 53 ai 167 microgrammi per decilitro di sangue negli uomini
  • dai 49-151 microgrammi per decilitro di sangue nelle donne

 

La Dieta da fare

Dopo aver considerato il quadro generale soffermandoci sull’anemia dal punto di vista medico, andiamo a vedere una dieta che possa aiutare a superare tale problematica temporale o genetica.

Gli ingredienti da tenere a mente ve li elenchiamo a seguire:

  • legumi
  • pesce azzurro
  • patate
  • cacao amaro
  • fegato

 

Ecco invece i cibi che occorre evitare:

  • latticini
  • caffè e tè
  • uova
  • cioccolato
  • vino rosso
  • pomodoro

Ora conoscete gli alimenti ma ciò potrebbe anche non bastare, in effetti ci sono stati, e ci saranno casi nei quali tali alimentazioni possono anche non sortire gli effetti sperati e quindi come regolarsi se ciò dovesse avvenire?

Esistono gli integratori alimentari, e specificatamente gli integratori di ferro che in molti casi possono appesantire l’organismo ma vanno a compensare sulla dieta, questa comunque non dovete abbandonarla ma unicamente integrarla, scusate il gioco di parole, appunto con questi prodotti.

 

La natura aiuta

Un’ultima dritta sugli integratori è quella delle erbe che apportano effettivi benefici contro l’anemia, a seguire le elenchiamo:

  • il tarassaco
  • l’ortica
  • la barbabietola
  • l’aneto

Potete anche farci dei piatti, basti pensare al riso con ortica, buono, salutare e poco pesante!

 

Sport over 50: benefici e consigli utili

sport over 50

L’attività fisica e lo sport possono garantire benessere ad ogni età. Molte persone hanno testato gli esercizi fisici e hanno scoperto quanto questi possano  far loro bene: parliamo anche di persone over 50 che hanno costantemente tratto giovamento da sport e esercizi.

50 Anni e lo Sport

Se siete alla soglia dei 50 o li avete superati e state pensando che fare sport non è una cosa che possa fare al caso vostro, riflettete per bene perché ciò che vi illustreremo vi farà forse cambiare idea.

Innanzitutto vediamo quale tipologia di persona siete stata fino ad oggi. Ve ne sono di diversi tipi ovviamente e non intendiamo giudicare ma comunque solo immettere in macro gruppi per fornire degli spunti interessanti, quindi procediamo:

 

  1.      Persone che in passato hanno praticato sport per brevi-lunghi periodi ma che poi hanno dovuto abbandonare per una serie di ragioni
  2.      Persone che non hanno mai praticato sport ma hanno seguito una dieta bilanciata
  3.      Persone che non hanno mai praticato sport e hanno seguito diete poco o mal bilanciate
  4.      Persone che hanno sempre praticato sport e oggi proseguono
  5.      Persone che hanno praticato a tratti sport o da sempre ma con diete poco bilanciate
  6.      Persone che hanno praticato sport a tratti o sempre associando ciò a diete bilanciate

 

Sostanzialmente abbiamo individuato sei categorie e a tutte queste diciamo una cosa. Lo sport non è tutto, partiamo da tale assunto, ma se associato ad uno stile di vita sano e ad una dieta bilanciata può davvero apportare molto allo stato fisico (e non solo) della persona.

Arrivare a 50 anni fuori forma

Approcciarsi allo sport a questa età può comunque dare i suoi frutti quindi non sentitevi in colpa più di tanto.

Molti studi sostengono che 3 appuntamenti settimanali:

 

- In palestra

- Facendo specifici sport (nuoto, jogging etc…)

 

possono prevenire l’osteoporosi, un dato su cui in molti dovrebbero riflettere. Tali ritmi di allenamento, come si può immaginare, andrebbero mantenuti nel tempo, al fine di incrementare la massa ossea e evitare l’insorgere di specifiche malattie che possono anche cronicizzarsi. Ovviamente tutto ciò – lo ribadiamo – va associato ad uno stile di vita sano e ad una corretta alimentazione.

Le Età

Altro aspetto legato all’età è quello che porta l’organismo a cambiare, vale per le donne, ma anche per gli uomini ovviamente: pensiamo ad esempio alle vitamine, che contrastano i radicali liberi che nel corso del tempo aumentano. Quindi si torna al discorso di una corretta alimentazione.

 

Il moto invece contrasta l’insorgenza dell’obesità, sempre associato al giusto apporto degli elementi nutrizionali. Non a caso sono anche i medici a consigliare sport ed esercizio fisico.

 

Nel tempo vi è anche come sappiamo, un progressivo rallentamento dell’organismo nelle sue funzioni, di conseguenza praticare esercizi giornalieri e/o recarsi in palestra per farli, aiuta certamente il fisico e l’organismo a mantenersi forte.

 

Riepilogando e concludendo quindi il nostro consiglio è:

“Approcciatevi anche a 50 anni allo sport ma prevenire e sviluppare un’attività fisica costante e durevole nel tempo è il miglior modo di prendersi cura di sé assieme ad uno stile di vita corretto e all’apporto alimentare sano”.

 

 

Noleggio a lungo termine o leasing? Ecco le differenze

noleggio o leasing

 

Molte persone si domandano quali siano le differenze tra Leasing e Noleggio a lungo termine e ciò avviene perché le due cose sembrano essere molto simili, ma in realtà di differenze ce ne sono eccome, oggi le vedremo nel dettaglio.

 

Come anticipato i due termini spesso vengono sovrapposti e confusi dalle persone e per tale ragione occorre far chiarezza.

Troverete quindi le seguenti tematiche:

  •    Il funzionamento del Leasing
  •    Il funzionamento del noleggio a lungo termine
  •    La differenza sul piano legale tra le due tipologie

Il Funzionamento del Leasing

L’analisi che verrà fornita riguarda specificatamente un taglio di tipo legale anche perché le differenze si snodano in tal senso.

Iniziamo con il dire che il leasing è un contratto che impiega uno schema assai similare a quello della locazione al fine di realizzare un’operazione di finanziamento.

Colui o colei che concede il leasing di fatto sta acquistando un bene e lo concede in uso, a fronte di un pagamento che preveda un canone a scadenza stabile e periodica. Chi usufruisce di questo servizio non può recedere dal contratto stipulato preventivamente e comunque (nella locazione sempre) si assume tutti i rischi di distruzione o peggioramento che possono insorgere durante il periodo di locazione ed al termine può decidere se acquistare il bene ad un prezzo modico oppure alternativamente se rinnovare il contratto ad un canone ridotto, e infine la terza opzione è quella della chiusura del rapporto e della conseguente restituzione del bene.

Il paragone con il leasing c’è ed è abbastanza chiaro ma in quest’ultimo si aggiunge che l’impresa di leasing è quella che di fatto anticipa il capitale utile per l’acquisto del bene e il cliente restituisce pian piano il capitale ricevuto, sempre attraverso canoni periodici nel tempo anche in questo caso preventivamente concordati.

 

Il funzionamento del noleggio a lungo termine

In questo caso si tratta sempre del tema della locazione, infatti anche nel noleggio a lungo termine vi è una concessione di locazione ad un’altra persona e relativa ad un bene a fronte sempre di un canone solo che in questo caso il pagamento ha come parametro il godimento effettivo del bene concesso in locazione, quindi non ha una scadenza specifica.

In sostanza il canone corrisponde alla entità dei servizi offerti dal bene fornito e ceduto in forma di locazione e non quindi in relazione alla durata economica del bene stesso.

 

La differenza sul piano legale tra le due tipologie

A seguire l’elenco schematico delle differenze tra queste due forme:

1: Il leasing può essere praticato unicamente da soggetti autorizzati tra cui: banche o intermediari finanziari iscritti in specifici albi ed elenchi

2: Il Noleggio a Lungo Termine può essere praticato ed esercitato da soggetti commerciali che non svolgano attività finanziaria

3: L’intermediario finanziario non assumere alcun rischio e non ha responsabilità a carattere commerciale e costui dovrà stipulare, attraverso lo stesso fornitore o attraverso un terzo, una tipologia di contratto che è di riacquisto del bene.

In sostanza ecco le differenze legali tra le due modalità, speriamo di essere riusciti a chiarirle al meglio.

Sharing economy: ecco cos’è e alcuni esempi di successo

sharing economy

 

Non conoscete i termini sharing economy? Potrebbe significare che non vi sia mai servita tale forma di condivisione e di economia che da tempo sta spopolando attraverso alcune importanti piattaforme in rete. Oggi vedremo più da vicino questo fenomeno.

 

Alcuni Siti noti

Partiamo senza troppi giri di parole proprio dalle piattaforme più note:

  • BlaBlaCar
  • Uber

Vediamo però come funzionano queste piattaforme e le ragioni per cui nel tempo sono state sempre più apprezzate dall’utenza.

I termini Sharing Economy possono tranquillamente essere tradotti con le parole italiane: Economia della Condivisione. Termini interessanti vero? Specie se si pensa al fatto che economia e socialità spesso viaggiano assieme.

Esistono studi che dimostrano quanto il benessere economico possa allontanare le persone confermando un antico detto… “Fare di necessità virtù”

Ebbene in sostanza questa tipologia di economia agisce su tale piano.

 

Privilegiare un Modello Economico

Qualcuno sostiene che tale idea sia nuova mentre in realtà i fatti quotidiani vissuti dalle persone portano a compiere specifiche scelte tra le quali rientra appunto anche il concetto di risparmio associato comunque all’ottenimento di un servizio, e tale idea non è affatto nuova, oggi magari sarà alla sua versione 2.0 ma non nasce nei tempi moderni questa necessità.

 

Nuove Realtà Economiche basate sul concetto di Condivisione

Ebbene economia e condivisione come abbiamo sottolineato possono anche andare a braccetto, e questi due concetti riescono a mescolarsi perfettamente proprio in relazione a specifiche pratiche, queste sono quelle del riuso e del riutilizzo.

 

Un altro termine per definire questo genere di economia è la parola “Circolare” e all’interno di tale forma ovviamente ci sono le priorità del cliente-utente e anche la tecnologia che si è andata sviluppando e che è stata portata avanti dalle nuove generazioni di imprenditori.

Si parla molto di questi talenti che hanno fatto prima emergere delle idee e dopo nel corso del tempo le hanno sviluppate facendo sì di creare spazi e situazioni che offrissero dei servizi molto apprezzati e di questo apprezzamento se ne comprendono le ragioni profonde.

 

Risparmio Effettivo

Altra questione che viene posta al centro di questo sistema è appunto quella del risparmio per l’utenza. Condividere significa appunto anche dividere le spese e poi ci sono quei fenomeni come il riciclo&riuso che contribuiscono a far risparmiare le persone.

Vediamo però in un elenco tutti gli aspetti positivi di tali forme di economia:

 

  • il risparmio
  • la potenziale ridistribuzione del denaro
  • la socializzazione
  • la salvaguardia dell’ambiente

 

Entrando quindi nel merito dei siti, Bla Bla Car è un social network che consente di dividere i posti auto, e quindi permette di risparmiare in tal senso.

Poi c’è Airbnb una community che consente a chi ha una o più camere libere nella propria abitazione di affittarle ai viaggiatori che intendano conoscere la loro città.

 

Anche in questo caso si risparmia molto visto che non si è costretti a prenotare un hotel.

Tali modalità di approcciarsi all’economia nel tempo si sono andati consolidando proprio in virtù della crisi economica che stiamo attraversando ma anche perché le persone sono maggiormente disponibili alla condivisione, ricordiamo anche questo.

Decorazione di Natale e Capodanno fai da te: alcune idee

decorazioni di natale fai da te

Idee handmade, idee di restyling o legate a specifici oggetti che si possono riciclare e reimpiegare come decorazioni natalizie praticamente a costo zero. Oggi vogliamo presentarvi alcune di queste idee.

 

Carta, vetro, legno e foglie

Abbiamo già elencato quattro materiali nel titolo del paragrafo ma andiamo per ordine partendo dal primo.

La carta potete tranquillamente prenderla da riviste o giornali quotidiani che magari avete accatastato in casa vostra, alternativamente potreste riciclarla dalle buste che vi vengono fornite quando andate a fare la spesa e che magari anche in questo caso avrete accumulato.

Il vetro invece può essere quello dei barattoli delle conserve e/o delle marmellate.

Il legno è un elemento naturale che potete prendere vicino casa vostra o al parco e vedrete che assieme ad altri materiali e opportunamente lavorato può regalare decorazioni davvero simpatiche e spesso anche di design.

Le foglie, per queste vale il medesimo discorso. Vi consigliamo però quelle a foglia sempre verde, se invece volete ricreare l’atmosfera del Natale in tutto e per tutto, vi consigliamo di prenderle prima di creare le vostre decorazioni e farle seccare.

 

Le Idee

Eccoci al paragrafo dedicato alle idee, ora entriamo quindi nel vivo di ciò che attraverso il riciclo creativo potete mettere in piedi.

  • Barattoli in vetro decorati che diventano porta candele
  • Biglietti di carta decorati
  • Decorazioni con incastri in legno e foglie

A questo punto vediamo progetto per progetto come metterlo in pratica.

 

Barattoli in vetro decorati

Realizzare un porta candele simpatico attraverso il riciclo dei barattoli è semplice e può essere facile da mettere in pratica.

Vediamo la procedura.

Prendete il barattolo di vetro e lavatelo se occorre, fatelo asciugare e poi procedete decorandolo con i colori per vetro o nella sola parte sottostante oppure per tutta la sua lunghezza, attendete che il colore si asciughi e poi applicate all’esterno, ovvero nell’area dove generalmente viene avvitato il tappo o della rafia colorata (scegliendo magari il rosso o il bianco che simboleggiano appunto il Natale) oppure un filo di raso da girare sempre attorno alla medesima area per poi concludere il tutto con un fiocchetto.

Inserite la candela di piccole dimensioni e il gioco è fatto! Potete mettere questi barattoli sul caminetto, oppure sulla tavola.

 

Biglietti di carta decorati

Ebbene avete mai visto quanto sono carini? A tutti piacciono gli inviti o i biglietti a tavola per Natale o Capodanno fatti a mano, o magari i bigliettini da appendere all’albero di Natale fatti a mano e decorati a mano che esprimono un pensierino.

Realizzarli è davvero semplice!

Prendete la carta riciclata di giornale e sovrapponete più strati con la colla vinilica fino a creare lo spessore che desiderate, la colla va mescolata all’acqua e poi stesa.

Lasciate asciugare e poi fate delle velature di colore, lasciate asciugare e infine farete una bella scritta e il gioco anche in questo caso è fatto!

 

Decorazioni in legno e foglie

Questo è un elemento di design, vi occorreranno i seguenti materiali:

  • carta vetrata
  • colore trasparente
  • pennelli
  • fil di ferro

Innanzitutto dovete scartavetrare il legno che non dovrà spezzarsi, quindi vi raccomandiamo una scelta accurata.

Poi fatto ciò mettete la vernice trasparente protettiva, spennellando il ramo e i rami.

Successivamente dovrete attendere che il tutto si asciughi e fatto ciò potrete lavorare con il fil di ferro legando i vari rami.

Fatto ciò mettere le foglie incollandole dove le ritenete armoniose per la struttura complessiva.

Anche in questo caso il progetto è semplice e si conclude qui!